Editoriale

Nel vasto panorama delle pubblicazioni oggi esistenti in Italia nel campo della psicologia e della psicoterapia si inserisce questa nuova rivista che rappresenta un punto di incontro e di confronto tra coloro che amano e coltivano l’approccio fenomenologico-esistenziale.

La rivista è l’organo ufficiale della Società Italiana di Psicoterapia Esistenziale e vuole rappresentare perciò uno specchio che riflette i pensieri, le ricerche e le prospettive teorico-pratiche dei membri associati o dei simpatizzanti, italiani e stranieri.

Nonostante il notevole numero di pubblicazioni nel mondo vi è solo un piccolo spazio dedicato alla psicologia e psicoterapia esistenziale e poche sono le riviste specializzate in questo orientamento. Per questo è stato scelto di inserire articoli sia in italiano che in inglese, come è la tendenza attuale per le riviste che aspirino ad un maggior respiro internazionale.
La scelta del titolo della rivista è anche un significativo indicatore dello spirito che vuole accompagnare la pubblicazione.

Il termine Dasein significa in tedesco Esistenza, ma assume un significato più complesso nel modo in cui viene utilizzato da Heidegger nelle sue opere, dove viene tradotto con il termine Esserci.
Il termine da in Da-sein, tradotto con il ci,  non è solo un essere qui nel senso di una localizzazione spaziale, ma sta a indicare il modo in cui concretamente l’Essere si dà nell’esistenza dell’uomo. L’Esserci è infatti un essere-nel-mondo, con tutte le implicazioni che ne derivano di rapporto con il mondo circostante (Umwelt), con gli altri esseri umani (Mitwelt), con il proprio mondo interiore (Eigenwelt) e con il mondo spirituale, dei valori e dei significati (Űberwelt).

Il Dasein che ci riguarda comprende perciò sia l’indagine filosofica in senso stretto che la sua applicazione pratica e concreta ed è in questo senso che la psicoterapia esistenziale diviene un laboratorio in cui è essenziale il confronto tra filosofi e psicologi, tra ricerca teoretica e pratica clinica, nello spirito che accompagnò illustri studiosi quali Binswanger e Boss.

Il termine Dasein viene illustrato in modo più approfondito e magistrale da Ado Huygens, presidente della International Federation of Daseinanalyse, che ci onora della sua presenza nella sua lettera-articolo all’inizio di questo primo numero della rivista. Sono poche pagine ma di importanza fondamentale per entrare nel clima complesso ed affascinante della analitica esistenziale. Egli evidenzia infatti come nella Daseinanalyse l’indagine ontologica diventi inscindibile da quella sull’uomo, quindi come il lavoro filosofico in senso stretto divenga parte fondamentale della pratica psicoterapeutica. È infatti in questo senso che si orienta la psicoterapia esistenziale, essendo allo stesso tempo riflessione metafisica sull’esistenza ed azione concreta sui problemi dell’uomo.

A questo segue l’articolo di Hansjörg Reck, membro del Österreichisches Daseinanalytische Institut e socio onorario della SICoF, Società Italiana di Counseling Filosofico. Questo per la sua ampiezza è stato diviso in due parti, di cui la seconda verrà proposta nel prossimo secondo numero della rivista. Il suo lavoro ci introduce in modo efficace alla pratica della Daseinanalyse, in particolare in rapporto a quello della psicoanalisi, introducendo aspetti di metodo rilevanti quali quello degli “esistenziali” e del lavoro sul sogno.
In considerazione del particolare atteggiamento filosofico dello psicoterapeuta esistenziale, e forse potremmo anche dire poetico, come evidenziato abilmente nelle citazioni di Reck,  si pone il problema di come uno spirito libero e creativo possa combinarsi con un approccio moderno alla psicoterapia,  ponendosi alla pari di altri interventi medici e naturalmente in grado di reggere il confronto con altre psicoterapie diffuse nel mondo. In questo senso ho voluto proporre nel mio intervento una riflessione sul senso della psicoterapia oggi, considerando la necessità di combinare aspetti artistici insieme a quelli più scientifici, alla luce delle più recenti scoperte di psicobiologia. Da un’apparente antagonismo, come evidenziato nella contrapposizione storica tra psicologia umanistica e psicologia scientifica, ne può nascere una significativa sinergia, nel nostro caso rappresentata dalla prospettiva della psicoterapia esistenziale.

Un aspetto fondamentale che caratterizza questo orientamento psicoterapeutico è l’importanza data alla relazione terapeuta-paziente, come egregiamente illustrato dall’articolo di Ernesto Spinelli, noto psicoanalista, studioso e docente di psicoterapia e counseling. Il suo interesse per gli aspetti relativi alla relazionalità in psicoterapia è ben evidente in suo testo, considerato uno dei contributi più importanti nella teoria e pratica della analisi esistenziale, dal titolo “Practising Existential Psychotherapy: The Relational World”, di cui è prevista una nuova edizione nel 2014. Nell’articolo Spinelli ci illustra alcuni concetti fondamentali relativi al rapporto terapeutico e alla relazionalità, introducendo il concetto originale di un-knowing, termine non facilmente traducibile in italiano e da lui stesso inteso come “l'attento rimanere aperto a ciò che è presente senza pregiudizio”.

La psicoterapia esistenziale include differenti indirizzi ed orientamenti, quali l’Analisi esistenziale (Existenzanalyse di Frankl) e l’Analitica esistenziale (Daseinsanalyse di Heidegger e Boss) che però mantengono la loro radice storica e concettuale nella psicoanalisi freudiana. Questo è ben descritto nell’articolo di Ferdinando Brancaleone, direttore scientifico dell’Istituto di Scienze Umane ed Esistenziali di Napoli, uno dei pochi centri che da tempo operano in Italia per sostenere l’orientamento esistenziale. Come egli scrive tutte e tre gli approcci (psicoanalisi freudiana, analisi esistenziale e analitica esistenziale) anche se da diverse angolazioni si preoccupano di «analizzare nel senso di rendere trasparente l'essenza umana sulla base della sua struttura e membratura». È infatti il significato profondo e filosofico dell’esistenza e dell’uomo stesso che fa da sfondo all’intervento psicoterapeutico. In questo senso risulta fondamentale il contributo portato dalla Filosofia alla pratica della psicoterapia, come dimostrato dalle considerazioni in merito al pensiero della filosofa Edith Stein da parte di Mariacarla Zunino. La SIPE, e quindi questa rivista che la rappresenta, nasce proprio dalla collaborazione di psicologi, psichiatri e filosofi, ognuno con il proprio contributo specialistico, che confluisce sull’essere umano, sulla sua esistenza e sul proposito di agire sui problemi pratici che la caratterizzano. Non ci può essere psicologia (o psicopatologia) senza filosofia, così come non ci può essere filosofia senza psicologia: è questo uno dei presupposti fondamentali che ci accompagna nella nostra ricerca.

Stephen Diamond, psicologo clinico e forense, allievo di Rollo May, affronta poi in questo numero della rivista la questione, ampiamente dibattuta, sulla identità della psicoterapia esistenziale, domandandosi “Does Existential Therapy Really Exist?” epromuovendo l’orientamento che lui stesso definisce “psicologia esistenziale del profondo”. L’articolo è tratto in parte dal capitolo sulla psicoterapia esistenziale del testo di prossima uscita “Contemporary Theory and Practice of Counseling and Psychotherapy”; essoè stato suddiviso in due parti per la sua lunghezza e la seconda parte verrà proposta nel prossimo numero della nostra rivista.

Infine Nicolò Terminio, prendendo spunto dal caso di Anna Rau, tratto dal testo di Blankenburg “La perdita dell’evidenza naturale”, esamina in modo critico e profondo il nucleo fondamentale che sta all’origine del mondo psicotico, preoccupazione centrale di numerosi psicopatologi di area fenomenologica. L’analisi del Dasein è in grado di far luce sui meccanismi psicologici che reggono la psicosi, fornendo così un possibile indirizzo di lavoro psicoterapeutico.

Questo primo numero della rivista si presenta così notevolmente articolato, con il contributo di diversi autori, con differenti background professionali e clinici ma tutti accomunati dallo stesso interesse o, preferiremmo dire, passione per un ambito della psicologia fino ad oggi ancora troppo poco considerato e che merita di essere rivalutato e diffuso, compito quindi fondamentale di questa rivista.

 

Lodovico Berra

                                                                  

Sommario - Contents

Editoriale • Editorial
Lodovico Berra

Da-sein
Ado Huygens

Il significato della Daseinanalyse nella psicoterapia - parte I
The meaning of Daseinanalyse in psychotherapy

Hansjörg Reck

L’arte e la scienza della psicoterapia esistenziale
Art and science of existential psychotherapy

Lodovico Berra

Relatedness and the therapeutic relationship as viewed by existential therapy
Relazionalità e rapporto terapeutico secondo la terapia esistenziale

Ernesto Spinelli

Psicoanalisi e analisi esistenziale: tra differenze e analogie
Psychonalysis and existential analysis: between differences and analogies

Ferdinando Brancaleone

Edith Stein e l’empatia
Edith Stein and empathy

Mariacarla Zunino

Secrets of Existential Psychotherapy - Part I
Segreti della psicoterapia esistenziale - Parte I

Stephen A. Diamond

Il fallimento del Dasein nella psicosi
The failure of Dasein in psychosis

Nicolò Terminio

Redazione

Editor-in-chief
Lodovico E. Berra M.D.

Senior Editor
Ezio Risatti Psy.D.

Editorial Board
Ferdinando Brancaleone Psy. D.
Gianfranco Buffardi M.D.
Flavio Crestanello Psy.D.
Enrico Frola Psy.D.
Luca Nave Ph.D.
Rosario Porrovecchio M.D.
Nicolò Terminio Ph.D.
Roberto Varrasi M.D.
Lucia Zorzi Ph.D.

Norme generali per gli Autori

Dasein, rivista ufficiale della Società Italiana di Psicoterapia Esistenziale, pubblica contributi redatti in forma di articoli di argomento monografico nell’ambito della psicologia della psicopatologia, della psicoterapia di orientamento fenomenologico esistenziale. I contributi devono essere inediti, non sottoposti contemporaneamente ad altra rivista.

Il testo deve essere in lingua italiana o inglese e deve essere di non oltre 30.000 caratteri – spazi inclusi.

Deve inoltre contenere:
1. Titolo del lavoro (in inglese e in italiano);
2. Abstract (in italiano e in inglese) (massimo 3000 battute - spazi inclusi).
3. Parole chiave (in italiano e in inglese);
4. Didascalie delle tabelle e delle figure (in italiano e in inglese).

Nella prima pagina del file devono comparire anche i nomi degli Autori e l'Istituto o Ente di appartenenza; il nome, l'indirizzo, il recapito telefonico e l'indirizzo e-mail dell'Autore cui sono destinate la corrispondenza e le bozze.

- Registrazione degli articoli online: gli autori possono inviare i manoscritti all’indirizzo: dasein@isfipp.org
- Software: testo in formato .DOC o .RTF.
- Immagini: a) inviare le immagini in file separati dal testo e dalle tabelle; b) software e formato: inviare immagini preferibilmente in formato TIFF o JPG o PDF, con risoluzione minima di 300 dpi e formato di 100 x 150 mm.

Tabelle: devono essere contenute nel numero (evitando di presentare lo stesso dato in più forme), dattiloscritte una per pagina e numerate progressivamente con numerazione romana.

Bibliografia: va limitata alle voci essenziali identificate nel testo ed elencate al termine del manoscritto in ordine alfabetico. Devono essere riportati i primi 3 Autori, eventualmente seguiti da et al.

Esempi di corretta citazione bibliografica per:
Articoli e riviste:
Schatzberg AF, Samson JA, Bloomingdale KL, et al. Toward a biochemical classification of depressive disorders, X: urinary catecholamines, their metabolites, and D-type scores in subgroups of depressive disorders. Arch Gen Psychiatry 1989;46:260-8.
Libri
Kaplan HI, Sadock BJ. Comprehensive textbook of Psychiatry. Baltimore: Williams & Wilkins 1985.
Capitoli di libri o atti di Congressi
Cloninger CR. Establishment of diagnostic validity in psychiatric illness: Robins and Guzes method revisited. In: Robins LN, Barret JE, editors. The validity of psychiatric diagnosis. New York: Raven Press 1989, p.74-85

Le note, contraddistinte da numerazione progressiva, compaiono nel testo, a piè di pagina.

Dasein Journal n° 1
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In questo numero
Special Guests:


Ado Huygens
Presidente della International Federation of Daseinanalyse


Hansjörg Reck
Specialista in neuropsichiatria infantile, psicoterapeuta esistenziale, membro del Österreichisches Daseinanalytische Instit t, docente di analisi esistenziale a Costanza, Vienna e Zurigo e Socio Onorario della SICoF, Società Italiana di Counseling Filosofico


Ernesto Spinelli
Director of ES Associates, existential psychotherapist, Fellow of the British Psychological Society (BPS) and in 2000 was awarded the BPS Division of Counselling Psychology Award for Outstanding Contributions to the Advancement of the Profession.


Ferdinando Brancaleone
Psicologo, Psicoterapeuta, Dottore in Filosofia,Direttore scientifico dell’Istituto di Scienze Umane ed Esistenziali di Napoli.


Stephen Diamond
Psychologist - psychotherapist practicing in Los Angeles, California. A former pupil and protege of existential psychoanalyst Rollo May, he is the author of Anger, Madness, and the Daimonic: The Psychological Genesis of Violence, Evil, and Creativity.


Nicolò Terminio
Psicoterapeuta, responsabile clinico della Comunità terapeutica “Il Ponte” (Servizio Specialistico Residenziale per soggetti tossico/alcooldipendenti) della Cooperativa sociale “Bourgeon de Vie” di Nus (AO).